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Nathalie Heinich

Harald Szeemann

Un caso singolare

  • ISBN: 9788860103086
  • Anno: 2021
  • Pagine: 69
  • Formato: 12 x 18 cm
  • Prezzo: 10,00 €

Nel settembre del 1988 una giovane Nathalie Heinich fa visita ad Harald Szeemann nel suo studio sul Monte Verità. Heinich è lì per intervistarlo, vuole trovare conferma a un'intuizione: la figura del curatore è sempre più assimilabile a quella dell’autore e nessuno può dirlo meglio di Szeemann, che realizza mostre da trent’anni e ha ridefinito le pratiche curatoriali secondo una metodologia personale.

Szeemann è stato il più giovane direttore alla Kunsthalle di Berna, poi segretario generale di documenta 5 a Kassel (1972). Ma è diventato un mito con la folgorante “When Attitudes Become Form”, la mostra che nel 1969 ha rappresentato per lui una catarsi, una rottura con il passato in nome di un’estetica nuova. Nel panorama dei curatori-autori Szeemann è il “caso singolare”. Questa singolarità è data da un profilo individuale insostituibile, che si scosta dai sentieri già battuti per inseguire le proprie intuizioni, spostando l’asse dal valore ufficiale delle opere alla natura quasi sentimentale del rapporto con l’artista e con la materia da esporre. Il curatore-autore si affida unicamente al proprio sesto senso, alle proprie ossessioni: rifiuta di fare carriera per occuparsi di temi che è l’unico a potere trattare.

La difesa della singolarità plasma i contenuti delle singole mostre, ma anche il nesso logico fra una mostra e l’altra, fino a formare un insieme che assume sempre più l’aspetto di una grande opera personale, sorretta da un’intima necessità, alimentata dalle circostanze di una traiettoria biografica e non già dal caso o dalle imposizioni di un programma istituzionale.

  • Note sull'autore
  • Sommario
  • Approfondimenti

Nathalie Heinich (1955), sociologa, è direttrice di ricerca al CNRS. Ha pubblicato saggi sull’arte contemporanea (Il paradigma dell’arte contemporanea è in traduzione per Johan & Levi), sullo statuto dell’artista (La gloria di Van Gogh. Saggio di antropologia dell’ammirazione , 1991), sulla questione  dell’identità (États de femme. L’identité féminine dans la fiction occidentale, 1996; Madri e figlie. Una relazione a tre, 2003), sulla storia della sociologia (La sociologia dell’arte, 2004; Pourquoi Bourdieu, 2007) e sui valori (Des valeurs. Une approche sociologique, 2017). Le sue opere e i suoi articoli sono stati tradotti in quindici lingue.

Prefazione 
Harald Szeemann. Un caso singolare

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